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	<title>Masseria Andolfo 100% Prodotto Italiano</title>
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		<title>Il sugo di pomodoro fa bene al cuore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2020 08:30:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La dieta mediterranea incassa un nuovo riconoscimento grazie ad uno dei suoi principali protagonisti: il sugo di pomodoro. Sapore e salute garantiti, a patto di rispettare due regole fondamentali. La classica, semplice, riconoscibile pasta con il pomodoro fa bene al cuore, oltre che allo spirito e allo stomaco dell&#8217;affamato. La conferma arriva da una ricerca [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La dieta mediterranea incassa un nuovo riconoscimento grazie ad uno dei suoi principali protagonisti: il sugo di pomodoro. Sapore e salute garantiti, a patto di rispettare due regole fondamentali.</em></p>
<p>La classica, semplice, riconoscibile pasta con il pomodoro fa bene al cuore, oltre che allo spirito e allo stomaco dell&#8217;affamato. La conferma arriva da una ricerca condotta presso l&#8217;Università di Barcellona e pubblicata dalla rivista &#8220;Food Chemistry&#8221;, nella quale gli studiosi hanno preso in esame diverse salse pronte, preparate con materie prime fornite da aziende agricole e vendute nei supermercati. Il risultato incorona la pasta al pomodoro, ancora meglio se arricchita di sedano e carote, sul modello di una bolognese senza ragù.</p>
<p>Il pomodoro contiene 40 diversi polifenoli, le cui proprietà antiossidanti fanno bene al cuore. Ma attenzione: pomodoro, cipolla o aglio tritato devono viaggiare insieme nell&#8217;olio extravergine. Inoltre il sugo va sì soffritto, ma poco: ovvero senza raggiungere il punto di fumo, ovvero quella temperatura superata la quale l&#8217;alimento perde i suoi liquidi. Insomma, un soffritto molto, molto leggero, che peraltro va preparato versando nell&#8217;olio caldo tutti gli ingredienti contemporaneamente. Un limite non da poco per i cultori del &#8220;prima l&#8217;aglio e poi tutto il resto&#8221;, ma Sara Farnetti, esperta di nutrizione funzionale, chiarisce ad Adnkronos Salute l&#8217;esito della ricerca:</p>
<p>Agli antiossidanti del pomodoro si aggiungono, infatti, quelli di olio, aglio, cipolla, pomodori in pezzi ed erbe aromatiche. La biodisponibilità dei polifenoli aumenta grazie all&#8217;olio extravergine caldo. Ma attenzione: l&#8217;olio non deve fare fumo. Gli ingredienti devono essere messi quasi tutti insieme per ottimizzare la cottura e permetterci di realizzare quasi un ‘medicamento&#8217; alimentare.</p>
<p>fonte: https://scienze.fanpage.it/</p>
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		<title>Dieta Mediterranea, elisir di lunga vita grazie al consumo record di frutta</title>
		<link>https://masseriandolfo.it/dieta-mediterranea-elisir-di-lunga-vita-grazie-al-consumo-record-di-frutta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2020 08:44:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Italia è il Paese che ha il record di longevità in Europa con la speranza di vita alla nascita che raggiunge il massimo storico di 82,3 anni con 80,9 anni per gli uomini e 85,2 anni per le donne. Tutto questo grazie alla dieta mediterranea con i suoi piatti diversificati e legati alla tradizione locale. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’<strong>Italia</strong> è il Paese che ha il <strong>record di <a href="https://giovanimpresa.coldiretti.it/pubblicazioni/attualita/pub/dieta-mediterranea-agli-italiani-16-anni-di-vita-in-un-decennio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">longevità</a> in Europa</strong> con la speranza di vita alla nascita che raggiunge il massimo storico di 82,3 anni con 80,9 anni per gli uomini e 85,2 anni per le donne. Tutto questo grazie alla <strong>dieta mediterranea</strong> con i suoi piatti diversificati e legati alla tradizione locale. Pane, pasta, frutta, verdura, carne, extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari hanno consentito agli italiani di conquistare il primato europeo. Un <strong>elisir di lunga vita</strong> che è stato riconosciuto anche con <strong>l’iscrizione della dieta mediterranea nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco il 16 novembre 2010.</strong></p>
<p>Il successo della <strong>dieta mediterranea</strong> è sostenuto dal boom dei consumi di frutta e verdura degli italiani che sono aumentati di quasi un miliardo di chili nell’ultimo decennio facendo registrare nel 2018 il record del periodo per un quantitativo complessivo nel carrello di 8,7 miliardi di chili. La <strong>spinta </strong>al <strong>consumo di frutta e verdura</strong> è avvenuta per effetto soprattutto di una riscoperta sensibilità dei giovani verso la <strong>sana alimentazione</strong> che fanno sempre più attenzione al benessere a tavola con smoothies, frullati e centrifugati.</p>
<p>Un <strong>sistema alimentare vario</strong> che ha fatto classificare la <strong>dieta mediterranea</strong> come migliore dieta al mondo del 2019 sulla base del best diet ranking 2019 elaborato dal media statunitense U.S. News &amp; World Report, noto a livello globale per la redazione di classifiche e consigli per i consumatori. Il risultato della dieta mediterranea è stato ottenuto grazie al <strong>primo posto in ben cinque specifiche categorie</strong>: <strong>prevenzione e cura del diabete</strong>, <strong>mangiare sano</strong>, <strong>benefici per il cuore</strong>, <strong>componenti a base vegetale e facilità a seguirla</strong>. L’apprezzamento mondiale per la dieta mediterranea si deve agli studi dello scienziato americano Ancel Keys che per primo ne ha evidenziato gli effetti benefici dopo aver vissuto per oltre 40 anni ad Acciaroli in provincia di Salerno.</p>
<p>Il <strong>nuovo riconoscimento</strong> rappresenta anche una <strong>risposta ai bollini allarmistici</strong> e a <strong>semaforo fondati</strong> sui <strong>componenti nutrizionali</strong> che alcuni Paesi, dalla Gran Bretagna al Cile alla Francia, stanno applicando su diversi alimenti della dieta mediterranea sulla base dei contenuti in grassi, zuccheri o sale. Un marchio infamante che favorisce i prodotti artificiali e colpisce già oggi ingiustamente le confezioni di extravergine Made in Italy, il prodotto simbolo della dieta mediterranea.</p>
<p>Una posizione sostenuta anche dal <strong>ministro della Salute Roberto Speranza</strong> che all’assemblea della Coldiretti ha ribadito: “<strong>Diciamo <a href="https://www.coldiretti.it/salute-e-sicurezza-alimentare/bene-ministro-delle-salute-etichetta-semaforo" target="_blank" rel="noopener noreferrer">no all’etichetta nutriscore</a></strong> perché un modello a semafori non consente un’informazione vera e legittima ai cittadini. Bisogna spiegare qual è la dieta in cui metti ogni singolo prodotto, non puoi cavartela con un semaforo, perché così non si rispetta la volontà del consumatore di essere al corrente su cosa mangia”.</p>
<p>Fonte: https://giovanimpresa.coldiretti.it/</p>
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		<title>Giornata mondiale dei legumi: tipi, benefici e ricette</title>
		<link>https://masseriandolfo.it/giornata-mondiale-dei-legumi-tipi-benefici-e-ricette/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2020 14:37:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Perché ceci, cicerchie, fagioli, lenticchie, soia, fave, piselli e lupini fanno così bene? Il 10 febbraio si celebra la Giornata mondiale dei legumi: approfittando di questa occasione, la nostra redazione vi racconta i tipi da portare nel piatto, i loro benefici e le ricette più buone per inserirli nella dieta. La nascita della celebrazione istituzionali [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="article--excerpt"><em>Perché ceci, cicerchie, fagioli, lenticchie, soia, fave, piselli e lupini fanno così bene?</em></p>
<p>Il 10 febbraio si celebra la Giornata mondiale dei legumi: approfittando di questa occasione, la nostra redazione vi racconta i tipi da portare nel piatto, i loro benefici e le ricette più buone per inserirli nella dieta.</p>
<p>La nascita della celebrazione istituzionali del valore di ceci, fagioli e lenticchie è abbastanza recente. In seguito al successo dell’Anno Internazionale dei Legumi 2016, infatti, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato la richiesta del governo del Burkina Faso di osservare la Giornata Mondiale degli Legumi.</p>
<p>Il tema della Giornata Mondiale dei Legumi 2020 è “Proteine vegetali per un futuro sostenibile”. Il dibatto intende evidenziare il ruolo dei legumi come importante fonte di proteine vegetali e il loro prezioso contributo agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030.</p>
<p>Il Direttore Generale della FAO QU Dongyu ha sottolineato il ruolo fondamentale dei legumi nell’affrontare l’insicurezza alimentare e per garantire a tutti un’alimentazione sana ed equilibrata.</p>
<p>Sono ricchi di micronutrienti, fibre, minerali, un’importante fonte di proteine vegetali e, prevedendo una vasta gamma di varietà, si adattano a diversi terreni. I legumi, inoltre, sono noti per la capacità di fissare l’azoto atmosferico, catalizzando la creazione di materia organica di alta qualità nei campi, favorendo la ritenzione idrica. Questo consente agli agricoltori di ridurre l’uso di fertilizzanti ed energia, limitando le emissioni di gas serra.<br />
Giornata mondiale dei legumi: i tipi da mettere nel piatto</p>
<p>Li vediamo secchi, freschi, in scatola, sfusi, sugli scaffali del supermercato e sul banco del mercato contadino. Quali sono i tipi da mettere nel piatti? Le varietà sono tantissime, sia italiane che provenienti da tutti gli angoli del mondo, raggruppate in queste macro famiglie:</p>
<ul>
<li>ceci</li>
<li>cicerchie</li>
<li>fagioli</li>
<li>lenticchie</li>
<li>soia</li>
<li>fave</li>
<li>piselli</li>
<li>lupini.</li>
</ul>
<h3>Vantaggi e benefici dei legumi</h3>
<ul>
<li>I legumi hanno naturalmente un basso contenuto di grassi e non contengono colesterolo, il che può contribuire a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari.</li>
<li>I legumi hanno anche un basso contenuto di sodio. Il cloruro di sodio – o sale – contribuisce all’ipertensione e può essere evitato consumando cibi con livelli di sodio bassi, come i legumi.</li>
<li>Sono un’ottima fonte di proteine ​​vegetali. Sorprendentemente, 100 grammi di lenticchie secche contengono ben 25 grammi di proteine. E, anche se durante la cottura i legumi assorbono notevoli quantità di acqua, riducendo così il contenuto proteico a circa l’8%, in combinazione con cereali come il riso possono ancora aumentare la qualità proteica.</li>
<li>I legumi sono una buona fonte di ferro. La carenza di ferro è considerata una delle forme più diffuse di malnutrizione ed è uno dei tipi più comuni di anemia. Per aiutare ad ottimizzare l’assorbimento del ferro, i legumi si possono combinare con cibi contenenti vitamina C (ad esempio succo di limone sul curry di lenticchie).</li>
<li>La varietà di modi per cucinarli a ogni pasto li rende un cibo facile da inserire nella dieta.</li>
<li>I legumi sono ricchi di potassio, che migliora la salute del cuore e svolge un ruolo importante per le funzioni digestive e muscolari.</li>
<li>I legumi sono tra le migliori fonti di fibre, necessarie per la salute dell’apparato digerente e aiutare a ridurre i rischi di malattie cardiovascolari.</li>
<li>Sono un’eccellente fonte di folati. Questa vitamina B è essenziale per il sistema nervoso e nel prevenire danni al feto durante la gravidanza.</li>
<li>I legumi sono una fonte economica di proteine ​​e minerali e possono essere conservati a lungo.</li>
<li>Sono alimenti a basso indice glicemico. Aiutano a stabilizzare i livelli di zucchero nel sangue e l’insulina, risultando quindi adatti alle persone con diabete e per chi segue una dieta dimagrante.</li>
<li>Naturalmente privi di glutine, sono un’opzione ideale per i celiaci.</li>
</ul>
<h3>Le ricette più buone per inserire i legumi nella dieta</h3>
<p>Le <strong>ricette salutari e sfiziose</strong> per portare in tavola i legumi sono potenzialmente infinite. Meglio non abbinarli alle proteine, però, come vorrebbero piatti della tradizione come tonno e fagioli, per <strong>evitare i gonfiori</strong>. Ecco 5 idee da provare.</p>
<ol>
<li><strong>Vellutata di piselli</strong>. Per questo piatto dal colore “wow”, basta cuocere i piselli (dopo averli insaporiti con olio e cipolla) con il brodo vegetale, aggiungere panna fresca liquida e tritare tutto con il minipimer. Si serve con scaglie di grana e crostini.</li>
<li><strong>Hummus di ceci</strong>. Una salsa tipica del Medio Oriente, perfetta per accompagnare verdure, piadine, polpette. Si prepara tritando nel mixer ceci precotti, semi di sesamo, acqua, succo di limone, olio di sesamo, paprika, aglio, prezzemolo, sale e pepe quanto basta.</li>
<li><strong>Fave e cicorie</strong>. Dalla cucina pugliese un’idea originale. Il purè di fave, che si realizza cuocendo a lungo le fave con le patate aggiungendo del brodo, si abbina a cicorie lessate e crostini di pane.</li>
<li><strong>Riso e lenticchie</strong>. Le lenticchie, insaporite con cipolla, pomodori e carote, possono ultimare la cottura con brodo e riso per un piatto unico saporito.</li>
<li><strong>Polpette di fagioli</strong>. Tritando fagioli lessi, parmigiano, basilico, aggiungendo sale e pepe, otterrete ottime polpette da impanare con pangrattato e semi di sesamo. Abbinate una fresca salsa allo yogurt greco.</li>
</ol>
<p>fonte: https://www.diredonna.it/giornata-mondiale-legumi-tipi-benefici-ricette-3319363.html</p>
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		<title>Pomodoro, l’Italia supera i 3 miliardi di fatturato</title>
		<link>https://masseriandolfo.it/pomodoro-litalia-supera-i-3-miliardi-di-fatturato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Feb 2020 09:50:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’industria italiana del pomodoro è la seconda al mondo, dopo quella californiana, con 61mila ettari messi a coltura (-6% sul 2017), 4,6 milioni tonnellate di materia prima trasformata e un fatturato di 3,15 miliardi di euro. È quanto si evince dall’ultimo bollettino periodico di Borsa Italiana, in cui viene indicato che “il 50% del pomodoro in Europa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’industria italiana del pomodoro è la seconda al mondo, dopo quella californiana</strong>, con 61mila ettari messi a coltura (-6% sul 2017), 4,6 milioni tonnellate di materia prima trasformata e un <strong>fatturato di 3,15 miliardi di euro</strong>. È quanto si evince dall’ultimo bollettino periodico di <strong>Borsa Italiana</strong>, in cui viene indicato che “<em><strong>il 50% del pomodoro in Europa si lavora in Italia</strong> e la metà di quello che produciamo lo esportiamo all’estero</em>”. <strong>In Italia si realizza il 14% della produzione mondiale di pomodoro</strong>; il prodotto più venduto è la <strong>passata</strong> (56% del mercato), con una crescita dell’1,8% a volume rispetto al 2017.</p>
<p>&nbsp;</p>
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